Prevenzione Miopia

Occhio ai bambini

Sapevi che i bambini, soprattutto tra i 5 e i 9 anni, hanno più probabilità di sviluppare una miopia che potrebbe diventare elevata? Spesso il campanello d’allarme è la necessità di sostituire le lenti degli occhiali più di una volta all’anno perché diventate insufficienti, potrebbe trattarsi di progressione miopica e non va trascurata.

Buone notizie per i giovani miopi

Oggi ci sono buone notizie Possiamo infatti decidere se accettare passivamente il peggioramento della miopia (difetto visivo che non permette di vedere in modo nitido le immagini da lontano) o agire attivamente, grazie alle nuove tecnologie, per rallentarla e fare di tutto per frenarla.

Cos’è la miopia?

La miopia è una condizione dell’occhio, che determina una sfocatura della visione lontana. È dovuta al fatto che l’occhio è leggermente più lungo di quanto dovrebbe, rispetto al suo potere ottico e quindi l’immagine, invece che formarsi sulla retina, è leggermente spostata in avanti, determinando così una sfocatura.

Per compensare la miopia si usano delle lenti chiamate divergenti, che sono caratterizzate da un segno meno che precede il numero che la quantifica (cioè maggiore è il numero, maggiore è la miopia), e che hanno la caratteristica, non desiderata, ma inevitabile, di rimpicciolire gli oggetti, ma che diminuiscono il potere diottrico totale dell’occhio, in modo da spostare indietro sulla retina l’immagine riportandola a fuoco.

Quanti tipi di miopia esistono?

Esistono diversi tipi di miopia e diversi modi per classificarla. Le miopie più problematiche sono quelle chiamate patologiche o degenerative. Tra i vari tipi di miopia c’è quella più comunemente conosciuta e più diffusa, già chiamata evolutiva o in altri modi, che comincia ad essere definita “scolastica”.

È un tipo di miopia sempre più diffusa, che insorge a partire approssimativamente intorno ai 6 anni e che può aumentare progressivamente fino ai 16-20 anni di età. Gli studi statistici prevedono che, molto probabilmente, intorno al 2050, circa il 50% della popolazione mondiale dei bambini fino ai 12 anni sarà miope.

Perché si diventa miopi?

Parlando esclusivamente della miopia comune, cioè quella detta scolastica, anche se non sono ancora chiarissime le ragioni che la provocano, sono stati individuati dei fattori che certamente ne influenzano l’insorgenza e lo sviluppo.

Tra questi:

  • Uno o entrambi i genitori miopi
  • Fattori genetici
  • Scolarizzazione
  • Ambiente urbano
  • Ridotta attività all’aria aperta
  • Intensa attività da vicino o a distanza ridotta (in particolare sotto i 30cm)
  • Tipo di focalizzazione dell’immagine, sulla parte periferica della retina (defocus ipermetropico)

Questo tipo di miopia è quindi influenzato da fattori sia genetici che ambientali.

È possibile rallentare la miopia?

È stato appurato che la progressione della miopia scolastica non può essere arrestata, ma può essere controllata. Per questo si parla di controllo della progressione miopica (myopia management).

Le prime prove che la miopia può essere rallentata, sono giunte dagli studi su bambini e adolescenti sottoposti a trattamento ortocheratologico con lenti a contatto rigide notturne.

Si tratta di una modalità di applicazione di lenti a contatto, che durante la notte, grazie ad un appoggio adeguato, modificano la superficie più esterna dell’occhio cioè l’epitelio corneale. Il lieve appiattimento centrale che si ottiene, rende di fatto l’occhio non miope o meno miope per alcune ore. Il processo è reversibile, perché le cellule che si sono spostate dal centro alla periferia durante la notte, durante il giorno, piano piano, ritornano verso il centro.

Un effetto non cercato, ma comunque presente, di questo processo, è che ad un appiattimento della parte, corrisponde un incurvamento della parte più periferica; geometricamente la cornea risulta meno miope o non miope al centro e più miope verso la periferia.

Perché l’ortocheratologia notturna rallenta la progressione miopica?

La maggiore miopia della corona periferica, provoca una sfocatura sulla periferia della retina (il defocus miopico), “segnalando” probabilmente all’occhio che non ha più bisogno di crescere, cioè che non deve più allungarsi. Questo tipo di sfocatura periferica è esattamente contraria al defocus ipermetropico periferico, che è quello ritenuto responsabile della miopizzazione dell’occhio.

La sfocatura con l’immagine periferica spostata dietro la retina forse “segnala” che l’occhio deve continuare a crescere, ma così facendo l’occhio diventa più miope. Questo meccanismo era stato intuito e studiato, già nel 1971 da Hoogerheide, quando era stato incaricato di stabilire un metodo per selezionare i giovani futuri piloti dell’aviazione di linea e aveva scoperto l’importanza del defocus periferico nel tentativo di predire quali soggetti sarebbero diventati miopi in futuro.

Gli studi successivi confermarono le sue intuizioni e trovarono applicazione nell’ortocheratologia notturna con lenti rigide e nell’applicazione di lenti morbide diurne a defocus periferico, con lo specifico intento di rallentare la progressione miopica.

Perché è importante rallentare la miopia?

È importante cercare di rallentare la progressione miopica per diversi motivi alcuni preventivi, alcuni più opportunistici. Gli occhi miopi, in particolare di valore elevato, sono statisticamente più esposti ad alcune patologie determinate dall’allungamento del bulbo, che rendono più delicate alcune parti anatomiche dell’occhio, in particolare la retina.

Un occhio meno miope quindi, è probabilmente meno a rischio nei confronti di alcune patologie tipiche delle miopie medio-elevate. Questa è la ragione principale che dovrebbe spingere a fare tutto il possibile, nel lungimirante tentativo di cercare di rallentare la progressione miopica.

Tra i motivi più opportunistici, c’è da considerare che le miopie meno elevate danno risultati più soddisfacenti, in termini visivi ed estetici, quando si realizzano gli occhiali. Le lenti sono più sottili, più piatte, con i bordi meno evidenti, i costi si riducono e gli effetti indesiderati, come ad esempio la visione laterale distorta e il rimpicciolimento dell’immagine, sono meno marcati.

Aumenta il numero di lenti a contatto disponibili sul mercato, rendendo così una futura applicazione più facile e soddisfacente, riducendo in questo modo anche il rischio di complicanze. Il chirurgo sarà facilitato in un eventuale intervento di correzione della miopia. Oltre queste considerazioni ci sono poi quelle di ordine psicologico facilmente intuibili.

Cosa sono le lenti per il controllo della miopia?

Le lenti per il controllo della progressione miopica sono delle lenti che hanno lo specifico scopo di contrastare l’aumento della miopia, anche se non possono arrestarlo. Sono indicate per i bambini tra i 6 e i 16 anni, in particolare se hanno uno o entrambi i genitori miopi.

Come funzionano?

Le lenti per il controllo della miopia sono delle lenti che al centro compensano la miopia come farebbe una normale lente, garantendo la focalizzazione nella parte centrale della retina, mentre in periferia presentano una serie di anelli concentrici, composti da minuscole lenti che appaiono come delle microscopiche goccioline depositate sulla superficie, che creano una sfocatura controllata del campo visivo sulla parte periferica della retina.

Questa sfocatura è chiamata defocus miopico periferico. È indotta appositamente per cercare di contrastare l’allungamento del bulbo durante la crescita.

Una normale lente per miopia, al contrario, può determinare una sfocatura periferica, che sposta l’immagine leggermente dietro la retina. Questa condizione si chiama defocus ipermetropico periferico ed è ritenuta responsabile dell’allungamento del bulbo durante la crescita. Il principio di funzionamento di queste lenti è derivato da quello attuato con le lenti per ortocheratologia notturna o con le lenti morbide a defocus periferico.

Il grande vantaggio rispetto alle lenti a contatto è che per i bambini l’adattamento è pressoché immediato. Esteticamente gli anelli di defocus sono praticamente invisibili. Solo molto vicino si nota una lieve increspatura della superficie.

Pioniera di questa tecnologia in fatto di lenti oftalmiche si conferma HOYA con MIYOSMART, a seguire  STELLEST di ESSILOR e MYOCARE di ZEISS tra le più note.

Queste tecnologie puoi trovarle tutte disponibili presso il nostro Centro Ottico.

L’iter di utilizzo di queste lenti inizia con una visita dell’oculista che ne indica l’utilità e che grazie all’uso di gocce che dilatano la pupilla, determina l’entità della miopia escludendo l’interferenza dell’accomodazione, che è il meccanismo di messa a fuoco da vicino dovuta al rigonfiamento del cristallino.

Seguono dei controlli successivi per valutare l’entità della progressione della miopia.